Foto Giona

Giorgio De Giorgi

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L’estate scorsa (ndr 2003) andai a Teglio per poter ammirare le sculture di un artista di Bormio, che a quanto mi dissero, non vendeva le sue opere perchè convinta che l’arte non puo essere contaminata dal commercio.
Così conobbi Lux e la sua arte, e dopo alcuni giorni da questo incontro, mi propose di realizzare assieme a lei, un’opera di ritratti della gente di Bormio.

Non ci volle molto a convincermi ad aderire a questo progetto e ne fui immediatamente coinvolto, anche perchè ho sempre ritenuto fondamentale e affascinante leggere la morfologia di un territorio, attraverso la morfologia della sua gente; così come gli esseri vegetali e animali vengono forgiati e plasmati, altrettanto accade agli spiriti degli uomini, che attaverso l’estetica delle loro sembianze ti parlano della terra che li nutre.



Così in un anno di lavoro, attaverso le stagioni, ho imparato a conoscere sull’onda delle emozioni, la gente di questo luogo, fotografandoli uno a uno con la lentezza meditata del ritratto usando volutamente il cavalletto, anche quando questo non era necessario, per dare uno spazio rituale al momento magico in cui anche il soggetto sa di donarti un immagine che attaverso la tua sensibilità proietterà da qui i avanti elementi essenziali non solo del suo volto ma anche del suo spirito.
Nella mia mente scorrono tutte queste persone che vanno a comporre un grande affresco corale che superando gli aspetti oleografici e stereotipati, rappresentano la vera natura di questa terra che spesso il frastuono dei nostri tempi cela.
Per quanto mi riguarda ritengo un privilegio l’aver vissuto questa straordinaria ed emozionante esperienza artistica che ha cambiato profondamente il mio modo di sentire Bormio e i suoi abitanti; in fondo posso affermare che questa realtà è entrata nel mio cuore e un pezzo del mio cuore è rimasta e rimarrà in questo paese.
Giorgio De Giorgi